regnodimarga (RDM)
presentano
IMPERO
Etichetta/distribuzione: Mantide Urbana
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Il disco prende forma in uno stadio di coscienza incarnata che si manifesta
solo nell'ascolto continuo della produzione. Suoni, immagini e parole generano
esperienza nella relazione. L'ascoltatore abita lo spazio e lo percepisce come
il mondo.
https://youtu.be/89vX6jAttco
"Burri" entra con percussioni afro e voce narrante, cori in
sottofondo che sembrano salire da un posto lontano. Il titolo richiama Alberto
Burri, il grande artista italiano che faceva arte con la materia ferita —
sacchi, catrame, plastica bruciata. Non so se regnodimarga stesse pensando a
lui, ma l'associazione è difficile da evitare: anche questa musica lavora con
materiali che portano cicatrici. Anche qui la forma nasce da qualcosa che è
stato rotto e poi tenuto insieme in modo nuovo. "In3pido" va in una
direzione diversa ma altrettanto fertile: voce narrante, chitarra acustica,
cori femminili quasi sacri che avvolgono un testo visionario. "Figli in
provetta, figli in 3D, al centro un emisfero fatto di carta." È una
visione del futuro che non è fantascienza e non è utopia. È il presente visto
con gli occhi di qualcuno che si è fermato abbastanza a lungo da accorgersi di
quanto sia già strano. Il titolo stesso — "In3pido" — è una parola
inventata che suona come "insipido" ma contiene il numero tre, come
se la banalità avesse una struttura, una geometria. IMPERO è pieno di queste
invenzioni silenziose, di questi segnali nascosti per chi vuole raccoglierli.

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