ILENIA MARZANO
I
Am Done Conforming
Registrato
e Mixato Presso CREATIVA MUSIC
https://open.spotify.com/intl-it/album/2AUfs2u1fP6mRAFMsKErYT?si=BxhnQK-GStW8W8-v0VLceA
Ci sono album che raccontano cosa è successo e album che raccontano cosa
sta succedendo mentre viene vissuto. I Am Done Conforming di Ilenia Marzano
appartiene alla seconda categoria. Non è un disco di bilanci: è un disco di
trasformazioni in corso, di soglie che si attraversano senza essere sicuri di
quello che c'è dall'altra parte. Ed è proprio questa incertezza — tenuta in
equilibrio con una chiarezza formale notevole — a renderlo interessante.
Il progetto, realizzato con la produzione artistica di Fabio Codega e
pubblicato da Creativa Music il 22 giugno 2026, è il debutto in lingua inglese
di una cantautrice romana che ha costruito il suo percorso con la lentezza di
chi vuole fare le cose bene. Anni di formazione al Saint Louis College of
Music, esperienze corali con Giorgia durante il tour "Dietro le
Apparenze" nel 2012, lavoro come turnista per spot pubblicitari, concerti
su palchi romani e lungo la Costa d'Amalfi, insegnamento del canto in diverse
scuole di musica: Ilenia Marzano arriva a questo disco con una competenza che
non ha bisogno di essere esibita per funzionare.
I testi non cercano una facile immedesimazione. Entrano piuttosto nei
meccanismi invisibili che regolano i rapporti umani: la pressione esterna, le
aspettative altrui, la difficoltà di separare il proprio desiderio
dall'approvazione degli altri. "Per molto tempo ho osservato il modo in
cui cambiamo forma per essere accettati", racconta la cantautrice.
"Questo disco nasce nel momento in cui quella distanza è diventata
impossibile da ignorare."
Take It apre con una precisione chirurgica. "Stop blaming me, no
more shame on me / I'll be brilliant, I'll be dancing honey." La rabbia è
già diventata energia, non si accontenta di denunciare ma si proietta in
avanti. Don't Fall in Love costruisce invece un addio che è quasi una festa:
vino, fuoco, luna, barca al largo, e la consapevolezza di non voler trasformare
un incontro in una bugia. "You are lovely, I'm too lively, no more honey,
don't you love me, don't you?"
Separation è forse il brano più equilibrato dell'intero disco: la rottura
vista da entrambi i lati, senza eroi né vittime. Prima la voce di chi se ne va
— "I find the reason why I did / because we're going nowhere" — poi
quella di chi viene lasciato — "here I find the reason why you left /
we're going different roads." Due prospettive che si sovrappongono e si
riconoscono, tenute insieme dal rispetto reciproco. "However you're my
dear friend."
May Live è la pausa al centro del disco, il momento in cui la domanda si
fa più nuda: "May I live there once again?" Non c'è risposta teorica
— coincide con l'atto di riaprire gli occhi. "Look, look at the rainbow /
you'll find the answer. / Open your eyes." La title track arriva come un
manifesto che non ha bisogno di urlarsi: "I'm done conforming / I'm more
than beauty / They're always gonna judge me / But I'm still worthy." La
competenza come risposta alla svalutazione estetica: "You know everything
I'm bringing to the table / I'm able to rise."
Babylon sposta la lente verso il sociale. Il mito della torre, la citazione
della Stele di Rosetta, l'incomunicabilità contemporanea: "Rosetta Stone
won't save us from these days / We need to know just what it takes."
L'invito a "riportare l'amore" è un invito civile, concreto, non
sentimentale. No More trasforma la ripetizione in forza: "I'll never cry
for you again / no never no never." Tilting at Windmills guarda al
guerriero stanco con compassione, non con ironia. Blue Drapes chiude il cerchio
con il progressive: un paesaggio sonoro denso e visionario, che porta il disco
lontano dalle strutture pop per approdare a qualcosa di più antico e aperto.
La produzione artistica di Fabio Codega attraversa l'intero progetto con
discrezione e precisione, lavorando sugli arrangiamenti e sull'architettura
senza mai soffocare la scrittura. Il risultato è un debutto maturo, necessario,
che non somiglia a molto altro in circolazione. Un album che rimane.

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