sabato 11 luglio 2026

 


ILENIA MARZANO

I Am Done Conforming

Registrato e Mixato Presso CREATIVA MUSIC

https://open.spotify.com/intl-it/album/2AUfs2u1fP6mRAFMsKErYT?si=BxhnQK-GStW8W8-v0VLceA

 

Ci sono album che raccontano cosa è successo e album che raccontano cosa sta succedendo mentre viene vissuto. I Am Done Conforming di Ilenia Marzano appartiene alla seconda categoria. Non è un disco di bilanci: è un disco di trasformazioni in corso, di soglie che si attraversano senza essere sicuri di quello che c'è dall'altra parte. Ed è proprio questa incertezza — tenuta in equilibrio con una chiarezza formale notevole — a renderlo interessante.

Il progetto, realizzato con la produzione artistica di Fabio Codega e pubblicato da Creativa Music il 22 giugno 2026, è il debutto in lingua inglese di una cantautrice romana che ha costruito il suo percorso con la lentezza di chi vuole fare le cose bene. Anni di formazione al Saint Louis College of Music, esperienze corali con Giorgia durante il tour "Dietro le Apparenze" nel 2012, lavoro come turnista per spot pubblicitari, concerti su palchi romani e lungo la Costa d'Amalfi, insegnamento del canto in diverse scuole di musica: Ilenia Marzano arriva a questo disco con una competenza che non ha bisogno di essere esibita per funzionare.

I testi non cercano una facile immedesimazione. Entrano piuttosto nei meccanismi invisibili che regolano i rapporti umani: la pressione esterna, le aspettative altrui, la difficoltà di separare il proprio desiderio dall'approvazione degli altri. "Per molto tempo ho osservato il modo in cui cambiamo forma per essere accettati", racconta la cantautrice. "Questo disco nasce nel momento in cui quella distanza è diventata impossibile da ignorare."

Take It apre con una precisione chirurgica. "Stop blaming me, no more shame on me / I'll be brilliant, I'll be dancing honey." La rabbia è già diventata energia, non si accontenta di denunciare ma si proietta in avanti. Don't Fall in Love costruisce invece un addio che è quasi una festa: vino, fuoco, luna, barca al largo, e la consapevolezza di non voler trasformare un incontro in una bugia. "You are lovely, I'm too lively, no more honey, don't you love me, don't you?"

Separation è forse il brano più equilibrato dell'intero disco: la rottura vista da entrambi i lati, senza eroi né vittime. Prima la voce di chi se ne va — "I find the reason why I did / because we're going nowhere" — poi quella di chi viene lasciato — "here I find the reason why you left / we're going different roads." Due prospettive che si sovrappongono e si riconoscono, tenute insieme dal rispetto reciproco. "However you're my dear friend."

May Live è la pausa al centro del disco, il momento in cui la domanda si fa più nuda: "May I live there once again?" Non c'è risposta teorica — coincide con l'atto di riaprire gli occhi. "Look, look at the rainbow / you'll find the answer. / Open your eyes." La title track arriva come un manifesto che non ha bisogno di urlarsi: "I'm done conforming / I'm more than beauty / They're always gonna judge me / But I'm still worthy." La competenza come risposta alla svalutazione estetica: "You know everything I'm bringing to the table / I'm able to rise."

Babylon sposta la lente verso il sociale. Il mito della torre, la citazione della Stele di Rosetta, l'incomunicabilità contemporanea: "Rosetta Stone won't save us from these days / We need to know just what it takes." L'invito a "riportare l'amore" è un invito civile, concreto, non sentimentale. No More trasforma la ripetizione in forza: "I'll never cry for you again / no never no never." Tilting at Windmills guarda al guerriero stanco con compassione, non con ironia. Blue Drapes chiude il cerchio con il progressive: un paesaggio sonoro denso e visionario, che porta il disco lontano dalle strutture pop per approdare a qualcosa di più antico e aperto.

La produzione artistica di Fabio Codega attraversa l'intero progetto con discrezione e precisione, lavorando sugli arrangiamenti e sull'architettura senza mai soffocare la scrittura. Il risultato è un debutto maturo, necessario, che non somiglia a molto altro in circolazione. Un album che rimane.

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